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VILLA AURELIA
La Storia



Villa Aurelia, di proprietà  dell'American Academy in Rome, ha assunto dell'epoca della costruzione via, via diverse denominazioni e precisamente nell'ordine, quella di Villa Farnese, Villa Borbone, Villa Giraud, Villa Savorelli, Villa Heyland, dai nomi dei diversi proprietary succedutesi nel tempo. La Villa fu edificata dal Cardinal Girolamo Farnese (1599/1668-69) alla sommità  del Gianicolo, lungo le mura Aureliane, in prossimità  di Porta S.Pancrazio e della Vigna Farnese in cui Paolo III aveva a sua volta posseduto un' abitazione.

Secolo XVII


La data di costruzione non è nota con precisione, ma si può collocare fra il 1650 - quando Girolamo Farnese assunse l'incarico di governatore di Roma - ed il 1667, data della sua nomina a cardinale in pectore. Nel 1670 ebbe luogo l'inventario dei beni del Cardinale: l'ispettore papale Carlo Cartari visitò la villa e ne redisse un accurata descrizione. Il Cartari nel suo "L'Aggiunto di Studio" riferisce che "il Palazzetto", originariamente concepito come una loggia, fu edificato "sopra uno de' Torrioni vecchi della Città  (perché vi erano le antiche muraglie)" e che solo nel corso dei lavori assunse i caratteri e le dimensioni di una villa, il cui costo fu di circa quarantamila scudi. A poca distanza dalla costruzione principale il Cartari rileva la presenza della "mediocre habitazione fattavi dal Cardinal Farnese vecchio (Paolo III), benché fatta ornare di pitture e restaurare dal medesimo ultimo Cardinal Farnese". La descrizione della villa da parte di Carlo Cartari, corrisponde, nelle linee generali, al corpo principale della costruzione quale è pervenuto sino a noi. Il piano terra era costituito da tre grandi ambienti e da altre stanze più piccole, queste ultime impostate sulle mura aureliane. Una scala a chiocciola di peperino conduceva ai piano superiori: il mezzanino, accessibile tramite una loggia pensile e costituito da tre ambienti ed il piano nobile, con due vaste sale ed una più piccola, intermedia, individuata come la stanza da letto estiva del Cardinale. Delle grandi sale del piano nobile quella con "il prospetto rivolto verso S.Pietro e verso Roma", ossia all'angolo N-E, aveva grandi finestroni e si configurava piuttosto come una loggia: attigua alle sale era la Galleria, rivolta verso la salita di Porta S.Pancrazio, ora Via Garibaldi, ed ubicata sopra i mezzanini. Tramite due scalette si arrivava poi a "due loggette isolate, assai alte, dalle quali si vede tutta Roma, tutta la sua campagna, monti e la marina: veduta bellissima". Il Cartari inoltre enumera le varie e ricche decorazioni dell'edificio, che, pur spogliato dagli arredi, conservava i riquadri dipinti delle volte a piano terra, i soffitti decorati del mezzanino, le pareti e le volte dipinti e decorati con stucchi e grottesche del piano nobile; egli ne attribuisce l'esecuzione ad alcuni fra i più noti pittori attivi all'epoca nella capitale, quali il Lauri e lo Schorr.

Secolo XVIII


La villa rimase di proprietà  della famiglia Farnese fino al 1731 quando, alla morte dell'ultimo duca di Parma, i possedimenti dei Farnese pervennero ai Borbone di Napoli. Dai Borbone la villa non fu mai utilizzata direttamente, ma venne data in affitto a diversi ambasciatori, dignitari, cardinali e, nel 1774, al Conte Ferdinando Giraud.


Secolo XIX


Alla morte di Ferdinando Giraud, fra i suoi eredi ed i Borbone ebbe inizio una lunga e complessa contesa circa il pagamento del canone di affitto e lo stato di conservazione dell'immobile. Nel 1841 la contesa si risolse con l'acquisto della villa da parte dei Giraud, che, in considerazione del pessimo stato di conservazione, la ottennero dai Borbone ad un prezzo irrisorio: lo stesso anno la villa fu venduta al conte Alessandro Savorelli, di Forlì. Savorelli, erede di una cospicua fortuna, era proprietario di una fabbrica di candele, che trasferì nella villa: egli intraprese numerosi lavori di ampliamento e restauro della proprietà , che era stata trascurata per molti anni, avvalendosi dell'opera del suocero, l'architetto Virginio Vespignani. Nel 1849, nel corso della guerra delle truppe francesi contro la Repubblica Romana, la villa, per la posizione elevata che consentiva il controllo del campo di battaglia, divenne la sede del quartier generale di Garibaldi. Fu fortemente danneggiata dai bombardamenti e riportò la distruzione pressocchè completa del tetto e della facciata Sud. àˆ probabile che anche la casa già  di Paolo III sia andata distrutta durante la guerra. Le diverse immagini dell'area eseguite subito dopo i combattimenti testimoniano efficacemente lo stato in cui fu ridotta la villa. Con il ritorno del Papa, Savorelli riprese la propria attività  e probabilmente riuscì ad ottenere un indennizzo per i danni subiti ed anche a ripararli, almeno in parte, ricostruendo la facciata Sud e la scala circolare. Le sue fortune stavano però declinando e dopo la sua morte, avvenuta nel 1864, la proprietà  della villa passò al Monte di Pietà . Nel 1885 la villa venne acquistata dalla signora Clara Jessup Heyland: americana, moglie di un ufficiale inglese divenuto invalido durante la guerra in India, la signora Heyland si stabilì con il marito nella villa che ribattezzò Aurelia, iniziando un vasto intervento di sistemazione delle costruzioni e del giardino.


Secolo XX

Nel 1909, su legato della Signora Heyland, la proprietà  della villa pervenne all'American Academy in Rome, che proprio in quegli anni, tramite uno dei suoi fondatori, J.P. Morgan, aveva acquistato una vasta area di terreno in prossimità  della Porta S. Pancrazio per costruirvi la propria sede. Subito dopo la sconda guerra, nel 1946-47 l'Accademia avviò i lavori di restauro della villa, che furono eseguiti con la supervisione del direttore dell'Accademia, Laurenze Roberts e dell'architetto Bruno Zevi.

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